Skip to content

Le patatine col cheddar e la Giovanna

Un rito irrinunciabile nei giorni marroni.

Ci sono giornate in cui mi sento così stanca e triste che vorrei solo rifugiarmi tra le lenzuola e dormire cent’anni… il che potrebbe anche venirmi piuttosto bene… ma non sarebbe utile.

Così, trascino me e le mie occhiaie da panda fuori dal letto, pronuncio il mio “Buongiorno mondo!” mettendoci più intenzione, mi piazzo sotto il getto della doccia e piango un po’… giusto per sfogarmi un attimo e uscire dalla doccia più leggera.

Poi mi pettino, perché in quei giorni i capelli hanno vita propria e manifestano tutto il  disappunto che passa appena sotto le loro radici, nella mia mente.
Mi trucco e mi vesto, con l’attenzione che mi ha insegnato la mia nonna Antonietta: vestiti in ordine, scarpe pulite e un po’ di rossetto.

E poi chiamo la Giovanna.

Che non si chiama davvero Giovanna, ma che in un giorno come tanti, davanti a una porzione grande di patatine col cheddar, è stata rinominata così.
Perché Giovanna per me è un nome indimenticabile, uscito in un paio di episodi assurdi e che mi fa sempre sorridere… e quale miglior nome per una amica sempre presente, che mi vuole bene per come sono?

Così, per par condicio, anche io sono stata rinominata: Pina. 

Perché Pina è come il colore giallo, arriva subito e porta allegria. 

Dopo aver chiamato “La Giovanna”, rigorosamente con l’articolo davanti, la aspetto sotto casa.

Lei passa a prendermi e andiamo nel posto meno sano e stiloso del mondo, il Mc Donald’s.

Ormai il nostro è un linguaggio in codice: quando una delle due scrive: “patatine al cheddar?”, l’altra capisce.
È una giornata di merda.

E si attiva per ascoltare, ridere, e annegare i dispiaceri nella cremina gialla di cheddar e colesterolo.

Perché si sa: nei momenti no ognuno cerca il suo sfogo usando qualcosa di poco sano… chi beve, chi si droga e chi mangia cose grasse.
Noi, nell’ultima opzione, siamo due ninja.

E quando, dopo aver discusso di tutto il marrone del giorno, ci guardiamo, iniziamo a ridere.

Perché tra amiche si fa così: prima si tira fuori tutto il marrone del giorno, poi si confrontano le soluzioni, e poi si sorride.

Essere malata è già sufficiente come ostacolo, se lasci che la tristezza e le difficoltà riempiano tutte le giornate allora avrai un problema in più. 

La Giovanna e la Pina, due donne nel paradiso dei bimbiminchia, davanti alle patatine col cheddar a commuoversi, per poi scoppiare a ridere e asciugarsi le lacrime.

L’amicizia è anche questo: avere un linguaggio in codice, la voglia di ascoltare e la capacità di mangiare roba fritta alle 3 del pomeriggio, se serve.

E io non potrei essere più fortunata, perché ho la mia Giovanna pronta a passare a prendermi e ad aspettarmi mentre dormo ovunque.

E per me, che ho cambiato la mia vita in un attimo, è una fortuna avere un’amica vicina che all’urlo di “Patatine col cheddarrrrr” arriva armata di pazienza e sorrisi.

E quando serve a lei, passa comunque a prendermi, sapendo che l’ascolterò e l’abbraccerò con affetto… e che se dormirò, non sarà per noia, ma solo per la Narcolessia.

Pina, la Giovanna, le patatine col cheddar e la Narcolessia.

Storia breve di un’amicizia vera.

Non ci sono ancora commenti per questo articolo. Inserisci il tuo!


Inserisci un commento