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La noia è wow!

La noia è WOW!

Oggi sto passando la mia giornata ricoverata presso il Centro di medicina del sonno di Bologna.

Sono bardata come un kamikaze, piena di fili, cerotto e macchinari, il tutto tenuto insieme da una meravigliosa canottiera in rete di garza.

Ho elettrodi attaccati ovunque, utili per rilevare ogni più piccola caratteristica del mio sonno, e guardandomi allo specchio non posso che sorridere: sono orrenda!

La cosa di cui, però, sono davvero grata in questi giorni è di poter riscoprire il senso di noia.

La noia…quel senso pesante di monotonia e impazienza, come se tutto fosse immobile, immutabile, inutile.

Una sensazione a me sconosciuta per anni, cosa che ho sempre cercato di rifuggire, scusa molto usata per terminare frequentazioni, corsi e impegni ormai sgraditi, ora è qui.

E’ accanto a me, in questa stanza di ospedale, mi segue, mi osserva, testa la mia pazienza.

La noia… che solo a nominarla mi tornano in mente quei pomeriggi lunghissimi in cui pioveva a dirotto, e io volevo scendere in cortile a giocare ma non potevo perché, altrimenti, mi sarei bagnata, sporcata, ammalata e chi lo sa…forse morta!

Oppure le mattinate in classe ad ascoltare lezioni senza anima da professori che avevano smesso di amare il proprio lavoro e noi studenti molto tempo prima e non facevano nulla per nasconderlo…

Il senso di noia…riprovarlo ora mi riporta all’infanzia,  e mi fa rivivere gli ultimi anni della mia vita guardandoli come riguarderei un video in time-lapse, con la sensazione di vertigine dato dalla velocità e dalla pienezza delle mie giornate, col fiato sospeso fino alla fine.

Si…perché riscoprire la noia, quella sana, che mi permette di rallentare e di dedicare qualche neurone a me stessa, nel qui e ora, è davvero una benedizione.

Guardare a ciò che mi succede senza fretta, lasciar passare il tempo in modo fluido, senza doverlo riempire di cose e persone per non sentirmi inutile, è meraviglioso.

Le giornate passano lente, io dondolo una gamba giù dal letto senza paura che il mostro se ne esca fuori per mangiarmela, scrivo, penso, dormo, disegno, prendo una cioccolata al distributore automatico, dormo, mando messaggi, parlo al telefono e dormo.

Praticamente sto tornando adolescente.

Grandi idee in testa, pantaloncini corti e un pò di sana noia a farmi compagnia.

E quella grande voglia di cambiare il mondo, di essere meglio di ciò che sono, scrivendo nella mia camera video registrata parole per aiutare persone come me.

La noia che diventa alleata se le permetti di mostrarti la bellezza della lentezza, che è tua amica se le dai la possibilità di prenderti per mano e portarti a visitare i magnifici paesaggi che sono nella tua testa, senza fretta e sensi di colpa per il tempo rubato a ciò che “si deve fare”.

La noia che smette di essere mostro nell’attimo esatto in cui, guardandoti, comprendi chi sei e decidi che, si, vali la pena di un giro al rallentatore nei tuoi bisogni.

La noia che diventa foglio bianco su cui disegnare il tuo futuro possibile, a cui dare spazio per aprire quel varco tra chi pensi di essere e chi sei veramente.

Grotta rinfrescante in cui sostare nella discesa verso la consapevolezza, cielo immobile da osservare per scoprire la vastità delle possibilità davanti a te.

Noia come opportunità di crescita.

Noia che si trasforma  in qualcosa di grande: la tua felicità.

La noia è wow!

Ciò da cui sono sempre fuggita oggi diventa mia amica in questo viaggio, permettendomi di riconoscerla e di lasciarla fluire, lasciando dietro di sé nutrimento prezioso per far crescere nuove idee.

Dicono che un campo che ha riposato dia frutti migliori: quindi mi godo questi giorni di lentezza che una volta avrei definito esasperante, traggo insegnamento dal non sapere come riempire queste ore dense, scoprendo che non è necessario farlo.

Non sono obbligata ad essere sempre impegnata, produttiva e veloce.

So essere felice anche così: immaginando la favola del mio futuro, bardata come un kamikaze, dormendo quanto sento essere necessario, senza sensi di colpa.

Perché ciò che per altri è noia, per me è la probabilità di una vita in cui sono nuovamente indipendente, è la lenta attesa di una cura migliore.

La noia provata in questi giorni è la prova da superare col sorriso sapendo che, alla fine, troverò il mio premio: una Sara un pò migliore, capace di trovare il bello anche in giornate dilatate come quelle in ospedale, capace di desiderare un futuro più luminoso e pieno di esperienze da vivere, capace di comprendere che la noia è una sensazione negativa se non sai essere la miglior compagnia per te stessa.

E così, tra metri di fili colorati, garza e cerotti, trascorro queste giornate dando alla noia una sua dignità, restituendole il diritto di impossessarsi di alcuni momenti della mia vita, da cui avrò certamente in cambio pensieri più felici.

Gli esami continuano e vi terrò aggiornati su tutte le scoperte e le avventure che vivrò nei prossimi giorni.

Ciao a tutti…e prendetevi il tempo di annoiarvi!

 

 

 

 

2 Commenti

  1. Che meraviglioso racconto! Grazie e rendici sempre partecipi delle tue conquiste! 😘


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