Skip to content

Il mio metodo delle piccole cose

Raggiungere un risultato quando sei senza forze.

Mi è capitato spesso di attraversare momenti in cui avevo grandi obiettivi da raggiungere e zero forze per muovermi.
Momenti in cui il mio corpo gridava a gran voce di fermarmi, di smettere di fare ciò che stavo facendo e di mettermi a letto e riposare.
E io, puntualmente, presa com’ero dall’ambizione, dalla voglia di portare risultati nella mia attività e di compiacere il mio compagno, ignoravo i segnali e anche stando male continuavo a fare quello che avevo iniziato.

Sono sempre stata così: più ligia al dovere e al senso di responsabilità che a me stessa.

Così, per portare a termine ciò che avevo iniziato, mettevo in atto quello che io ho sempre chiamato “il mio metodo delle piccole cose”.

Non è certamente la scoperta del secolo, ma mi ha sempre permesso di non lasciarmi sopraffare dall’ansia in fase di realizzazione di un obiettivo e di gestire in modo facile e oggettivo le cose da fare, dandomi una sensazione di gratificazione una volta svolte.

Il metodo delle piccole cose funziona così: ogni volta che hai un obiettivo da raggiungere  scomponilo in piccolissime cose, utili, da fare ogni giorno e falle.

Detto così sembra banalissimo, eppure attuarlo è stato il modo in cui ho superato ogni momento difficile della mia vita.

Ti faccio qualche esempio, elementare, che nella mia vita da narcolettica mi sta aiutando moltissimo e che forse, può aiutare anche te.

Prova a immaginare una giornata normale, in cui ti alzi dal letto dopo una notte piena di risvegli e incubi, con l’energia e la velocità di reazione di un bradipo.

In questa giornata dovrai:

  • Farti la doccia, prepararti e renderti presentabile, anche se rimarrai in casa.
  • Se lavori o studi, avere un minimo di energia da dedicare al lavoro o allo studio, e alle interazioni con i colleghi/compagni.
  • Prepararti il pranzo o condividerlo con altri esseri umani.
  • Dedicare tempo alla tua vita privata, tra cose utili (fare la spesa, pulire casa) e cose piacevoli (attenzioni alla tua famiglia, ai tuoi amici e a te stesso).

Bene!

Come fare tutte queste cose in un giorno, quando sei senza forze fisiche o mentali?

È estremamente facile!!! Basta scomporre ogni obiettivo in tanti piccolissimi pezzettini, e farli.

Partiamo col più semplice: farsi la doccia!
So che diamo per scontato che tutti ci facciamo la doccia ogni mattina, ma quando hai una malattia cronica, privazione del sonno e magari un po’ di tristezza anche farsi la doccia diventa un dispendio energetico importante.

Ebbene, tutti possiamo riuscirci, facendoci delle domande e rispondendo a noi stessi in modo oggettivo:

  • Sono in grado di farmi la doccia? Sì! -> lo faccio subito!
  • Se mi metto sotto la doccia, so aprire il rubinetto? Sì! -> lo faccio subito!
  • Una volta che sono tutto bagnato, tanto vale insaponarmi, vero? Sì! -> lo faccio subito!
  • Tutto insaponato non posso uscire, devo sciacquarmi! Sì! -> lo faccio subito!
  • Sentirsi pulito e fresco è davvero bello, mi sento meglio! Sì! -> lo faccio subito!
  • Sono capace di asciugarmi nonostante la stanchezza? Sì! -> lo faccio subito!

Concentrarci sullo svolgere un piccolissimo compito è molto più “tollerabile” che pensare al raggiungimento dell’obiettivo finale, anche in un esempio banale come la doccia.

È molto facile pensare di riuscire a portare a termine un azione elementare come “aprire il rubinetto” e il fatto di rispondersi e di compiere subito quella piccola e utile cosa, ci permette di fare un passo avanti verso l’obiettivo finale e di inanellare tante piccolissime utili cose, che svolte insieme ci fanno realizzare l’obiettivo senza stress, ansia e frustrazione.

Tanti piccolissimi passi avanti, facendosi domande corrette e potenzianti, che ci permettono di risparmiare energie evitando pensieri negativi o depotenzianti e mettendo in atto la costruzione di una consapevolezza fondamentale: “Sono capace! Anche io ci riesco”.

Per chi è sano sembra assurdo doversi concentrare per portare a termine azioni banali come farsi la doccia o prepararsi il pranzo, ma per chi è come me, come noi, ogni più piccolo dispendio energetico a volte è difficile.

Ho conosciuto persone che vivevano ogni piccolo impegno come qualcosa di disastroso, frustrante e limitante, ma solo perché lo affrontavano concentrandosi sull’aspettativa di come avrebbe dovuto essere invece che sul “come lo posso fare io?”.

E qui sta il segreto: scomporre tutto in piccolissime azioni utili, e che quindi non prevede la scomposizione del “se stessi bene”, “se non fossi malato” o “perché è capitato a me”, ma semplicemente di quelle azioni che mi danno un risultato:

Apro il rubinetto-mi bagno-se sono bagnato tanto vale insaponarmi-insaponato non posso uscire quindi mi risciacquo-sono di nuovo bagnato ma profumato e sto bene, quindi posso asciugarmi.

Risultato? Doccia fatta – obiettivo raggiunto – bravo me!

Ogni volta che sono esausta e devo fare qualcosa, questo è il mio modo di riuscirci e di sentirmi perfettamente capace di fare cose normali.
Perché togliere l’inutile e utilizzare l’essenziale per definire il percorso per raggiungere l’obiettivo è qualcosa che tutti possiamo fare, così come sforzarci per fare subito quelle piccole azioni.

Insomma… siamo narcolettici sì, ma anche intelligenti, capaci e brillanti.

Dobbiamo solo avere un metodo, e tanta voglia di sperimentarlo per alimentare la nostra autostima e la nostra capacità di vivere una vita appagante e piena.

Se ti va, prova il metodo delle piccole cose, e fammi sapere come va: mi interessa sapere se ti è stato utile!!!

E ricorda: “Anche un viaggio di mille miglia inizia sempre con un piccolo passo”.

3 Commenti

  1. Bravissima, è esattamente quello che faccio anchio. Avuta la diagnosi(da pochissimo) nel mio caso si è affacciata subito la problematica del sonno disturbato, quindi ho da poco iniziato con il Xyrem. Bene, per lavorare sulla ‘motivazione’ che mi permette di procedere con piccole cose spesso mi guardoni video di amici che hanno iniziato la terapia, i loro resoconti positivi mi danno una forte speranza rispetto al futuro. Quindi anche se ancora non ancora visto concretamente i frutti della terapia so presto anch’io ne beneficero’.

    • Grazie per il tuo prezioso commento.
      Sicuramente confrontarci tra di noi è fondamentale, anche per sostenerci a vicenda e trarre dalle esperienze altrui dei dati fondamentali su cui riflettere.
      La motivazione e lo spirito con cui affrontiamo le nostre sfide quotidiane certamente fanno la differenza…e questo vale per tutti!!!
      Un abbraccio: tienimi aggiornata, se ti va, su come procede la tua terapia e soprattutto il tuo sonno!


Inserisci un commento