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Cos'è la narcolessia? Sintomi e convivenza

Tutti abbiamo sperimentato qualche notte insonne nella nostra vita, ma ci sono persone che dormono sempre male e devono convivere con la mancanza di un adeguato riposo.
La narcolessia è una malattia neurologica rara che si manifesta con attacchi di sonno diurno incoercibile e irresistibile. 
La sonnolenza diurna è spesso accompagnata da sonno notturno disturbato, frammentato, incubi e allucinazioni ipnagogiche o ipnopompiche.
Le crisi narcolettiche si presentano con un improvviso forte bisogno di dormire. Questo avviene nei momenti di inattività, come per esempio dopo il pasto o quando si vivono situazioni monotone o ripetitive. Le crisi possono presentarsi anche in momenti molto stimolanti, come per esempio durante una conversazione interessante, durante il pasto o in piacevoli momenti di svago o quando si è concentrati nel lavoro. Gli attacchi di sonno improvviso durante il giorno possono essere preceduti da sonnolenza.
Per ridurre il rischio di addormentamenti i narcolettici ricorrono a riposini di 20 minuti ogni 2 ore, durante il giorno: questa è la terapia comportamentale. Uno dei sintomi della narcolessia è la paralisi del sonno. Al risveglio si ha la sensazione di essere paralizzati in tutto il corpo, con un peso opprimente sul petto e l’impossibilità di parlare o chiedere aiuto. Le paralisi del sonno possono durare da pochi secondi a qualche minuto e sono spesso accompagnate da terribili allucinazioni visive e auditive. In pratica ci si risveglia ma non si riesce né a muoversi né ad uscire dal sogno.
Un sintomo importante della narcolessia di tipo 1 è la cataplessia, che si manifesta con debolezza e cedimento muscolare che può colpire la testa, il tronco e gli arti superiori, le gambe, o tutto il corpo.
Il narcolettico ha una perdita di tono muscolare durante l’attacco cataplettico, ma non perde la coscienza e riesce ad ascoltare e a ricordare ciò che gli accade intorno. Questi attacchi possono essere innescati da una forte emozione positiva, come gioia, sorpresa o piacere intenso. 
La narcolessia di tipo 1 (con cataplessia)  presenta una perdita di neuroni che producono il neurotrasmettitore  ipocretina o orexina, che provvede a regolare il ritmo sonno-veglia. Si crede che l'origine della narcolessia sia autoimmune, cioè che il sistema immunitario cominci ad attaccare le cellule che producono ipocretina.
Per avere una diagnosi certa sulla presenza o no della malattia bisogna ricorrere ai centri specializzati di medicina del sonno, dove il paziente verrà sottoposto a un esame chiamato polisonnografia.  Il paziente viene ricoverato e monitorato per più giorni, durante il sonno notturno e diurno: si tratta di un test in cui vengono usati degli elettrodi che registrano le varie fasi del sonno. Nel caso di un paziente narcolettico si evidenzierà che la fase REM del sonno si presenta immediatamente dopo l'addormentamento, cosa che non avviene in chi non è affetto da tale malattia.
Un altro esame è il “test di latenza multipla del sonno”, che serve a misurare con quale velocità il paziente si addormenta durante il giorno e quante volte compare la fase REM durante le varie registrazioni di sonno diurno; i tratta di un esame indolore e non invasivo.
La narcolessia è una malattia cronica e attualmente non si conoscono metodi di prevenzione e di cura per questa malattia, la terapia farmacologica serve solo a controllare i sintomi. Non si tratta di una malattia mortale, ma pericolosa se gli episodi si verificano durante la guida o mentre si usano dei macchinari. La vita del narcolettico deve essere programmata in modo che gli sia possibile fare dei brevi sonnellini durante il giorno, specialmente dopo i pasti, in modo da ridurre le possibilità di addormentamenti.  Una dieta leggera, prediligendo i carboidrati alla sera, l'uso di farmaci stimolanti di giorno e rilassanti di notte possono aiutare il paziente narcolettico a condurre un'esistenza migliore.

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